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Perdere peso aumenta il testosterone? Quanto, e in chi

Nell'uomo in sovrappeso il testosterone sale in proporzione ai chili persi, molto di più con la chirurgia bariatrica. Quanto, in chi, e quando la dieta lo frena.

Redazione Zerom · · 13 min di lettura · Come scriviamo

Rocchio di colonna in marmo con una cintura di cuoio arrotolata, i buchi consumati

Sì: perdere peso aumenta il testosterone nell'uomo in sovrappeso o con obesità. In una meta-analisi di 24 studi (Corona 2013) il testosterone totale risale in proporzione ai chili persi: in media circa 83 ng/dL con la dieta e circa 252 ng/dL dopo la chirurgia bariatrica. Nella maggior parte delle stime sale anche il libero. Nell'uomo normopeso dimagrire non lo alza, e nel magro un deficit calorico severo lo abbassa. Sono medie di popolazione: non dicono quanto salirà il valore di una persona né garantiscono il ritorno nella norma.

Contenuto informativo. Non è una diagnosi e non sostituisce il parere del tuo medico.

Indice

Perché il grasso in eccesso abbassa il testosterone?

«Perdi qualche chilo e vedrai» è il consiglio più banale che si sente dare un uomo con il testosterone basso. Fra tutte le leve di stile di vita, è anche quello con le prove migliori.

Negli uomini con obesità il testosterone totale spesso scende soprattutto perché si riduce la SHBG, la proteina che lo trasporta nel sangue; questo dato, da solo, non equivale a ipogonadismo (JCEM 2025). Nei casi più severi o con altre condizioni può ridursi anche l'attività dell'asse ormonale. L'ipotesi più citata passa dall'aromatasi del tessuto adiposo, l'enzima che trasforma gli androgeni in estrogeni: l'estradiolo in più può frenare l'ipofisi, che riduce l'LH, il segnale che dice al testicolo di produrre (Ng Tang Fui, Dupuis e Grossmann 2014), e si chiamano in causa anche insulino-resistenza e infiammazione. Per la revisione del JCEM 2025, però, nessuno di questi meccanismi ha dimostrato un ruolo causale convincente: nell'obesità LH e FSH di norma restano normali e il calo del totale dipende soprattutto dalla SHBG. Un effetto sull'ipofisi, modesto, compare soprattutto nell'obesità grave, con indice di massa corporea sopra 40. Come funziona questo asse lo spiega la guida su cos'è il testosterone e come lo regola il corpo.

Che il peso c'entri si vede da cosa succede quando lo si toglie. Quando chi ha un'obesità marcata perde molto peso, l'estradiolo scende e LH e FSH (le gonadotropine) risalgono (Corona 2013): nella sintesi del World Journal of Men's Health l'LH aumenta in media di 1,31 mU/L e l'FSH di 1,79 mU/L (WJMH 2020).

Il peso di questo freno nella popolazione è grande. Nello studio europeo EMAS (European Male Ageing Study, oltre 3.000 uomini fra 40 e 79 anni) un deficit di testosterone legato all'età è raro negli uomini magri (0,4%) e in quelli sani (0,6%): l'obesità ne aumenta la probabilità di circa 13 volte, la presenza di più malattie associate di circa 9 (Grossmann e Matsumoto 2017).

Una SHBG bassa può rendere fuorviante il solo testosterone totale: il totale scende mentre il testosterone libero, la quota disponibile ai tessuti, può restare normale. Nell'EMAS i segnali compaiono solo quando calano entrambi (Rastrelli 2018). Il totale da solo, nell'obeso, sovrastima l'ipogonadismo.

Nell'uomo con obesità e apnee notturne la leva che sposta il testosterone resta il peso: il quadro è nella guida su apnee, sovrappeso e testosterone.

Di quanto sale il testosterone perdendo peso?

I numeri vengono da meta-analisi su uomini in sovrappeso o con obesità. Negli studi con dieta (22 studi, 567 uomini) l'uomo tipico ha 45 anni, un indice di massa corporea di 36 e circa 23 settimane di intervento (WJMH 2020).

InterventoPeso perso in mediaRialzo medio del testosterone totaleDa dove viene il dato
Dieta ipocaloricacirca il 10%+2,87 nmol/L (IC 1,68-4,07), circa +83 ng/dLRialzo: meta-analisi Corona 2013 (24 studi fra dieta e chirurgia); peso perso: Grossmann e Matsumoto 2017
Chirurgia bariatricacirca il 32%+8,73 nmol/L (IC 6,51-10,95), circa +252 ng/dLRialzo: Corona 2013; peso perso: Grossmann e Matsumoto 2017; cinque meta-analisi (262-1.022 pazienti) danno +8/+10 nmol/L, circa +230/+290 ng/dL, secondo WJMH 2020
Dose-rispostaogni 5 kg circacirca +1 nmol/L, cioè circa +29 ng/dLWJMH 2020

La meta-analisi più ampia (Ken-Dror 2023, 44 studi, 1.774 uomini) conferma l'ordine di grandezza e misura anche il libero. Con la dieta il totale sale di 2,5 nmol/L (circa +72 ng/dL) e il libero di 19,9 pmol/L; con la chirurgia il totale sale di 7,2 nmol/L (circa +208 ng/dL) e il libero di 58,0 pmol/L. Guadagnano di più gli uomini che partono con un indice di massa corporea più alto o con SHBG, testosterone totale e libero più bassi.

In media il rialzo è di circa 29 ng/dL ogni 5 kg persi (WJMH 2020), ma fra due prelievi dello stesso uomo la differenza supera il 18-28% circa una volta su due anche senza cambiare nulla (Brambilla 2007), come spiega la guida sul perché due esami danno numeri diversi.

Conta il tipo di dieta o di allenamento?

Molto meno del peso perso. Nella meta-analisi di Corona l'entità del peso perso era il principale fattore associato al rialzo del testosterone (Corona 2013). In uno studio randomizzato di 52 settimane (Moran 2016) su 118 uomini in sovrappeso o con obesità, una dieta ipocalorica ricca di proteine e una ricca di carboidrati fanno salire allo stesso modo testosterone totale, SHBG e testosterone libero: il tipo di dieta non fa differenza.

Per l'allenamento il discorso è simile. Negli uomini con obesità o diabete di tipo 2 l'attività aerobica regolare si associa a un aumento moderato del testosterone, ma la meta-analisi disponibile (3 studi sugli uomini, 62 partecipanti valutati prima e dopo, senza il dato in ng/dL) non permette di separare l'effetto dell'allenamento da quello dei chili persi. Per l'uomo normopeso con valori normali mancano prove di un rialzo, e con i pesi il valore basale non cambia in modo duraturo in chi parte normale: le prove sono raccolte nella guida su allenamento e testosterone.

Sul digiuno intermittente i dati sono pochi. In un piccolo studio su 26 giovani attivi messi allo stesso deficit calorico del 25%, la finestra dei pasti non ha modificato l'andamento del testosterone, sceso in entrambi i gruppi (Stratton 2020).

Il peso perso confonde anche lo studio più citato sulla vitamina D, dove integratore e dimagrimento andavano insieme (vitamina D e testosterone); il confronto fra tutte le leve è in cosa funziona davvero.

Dimagrire basta per tornare nella norma?

Non è garantito. Il rialzo medio da dieta, circa +83 ng/dL, è modesto: non garantisce né il ritorno nell'intervallo di riferimento né un miglioramento dei segnali. Gli interventi sullo stile di vita sono difficili e possono non bastare anche quando riescono (Grossmann e Matsumoto 2017).

Nei 4,3 anni di osservazione dello studio EMAS, perdere peso era uno dei fattori associati al ritorno a valori normali: su 3.369 uomini, il 42,9% di quelli con testosterone basso e LH non elevato (96 uomini) è tornato nella norma. I predittori del recupero sono non essere obesi, perdere peso, avere una circonferenza vita normale, avere meno di 60 anni e un'istruzione più alta. I segnali riferiti dagli uomini, però, non sono migliorati in modo significativo insieme al valore (Rastrelli 2015).

Le linee guida partono dalla causa. Per la Endocrine Society molti uomini con ipogonadismo secondario hanno cause reversibili o trattabili, che si possono gestire senza testosterone (Bhasin 2018). Per la European Academy of Andrology cambiare lo stile di vita e perdere peso è il primo approccio in tutti gli uomini in sovrappeso o con obesità (Corona 2020); Grossmann e Matsumoto propongono di trattare la causa prima della terapia o insieme (2017). Una revisione del Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism conclude che, negli uomini con obesità senza un ipogonadismo patologico, la terapia con testosterone è meno efficace di un intervento su dieta e stile di vita (JCEM 2025). È consenso di esperti su evidenza bassa o moderata: studi randomizzati definitivi che confrontino le strade non ci sono.

Restano due condizioni. Quando la riduzione dipende dal peso e non da una causa organica, l'asse può recuperare con un dimagrimento mantenuto; se i chili tornano, il totale tende a riscendere: dopo una dieta il rialzo si mantiene finché non si riprende molto peso (JCEM 2025). E tutto questo vale se il freno è il peso. Con LH alto e testosterone basso il problema sta nel testicolo: negli uomini che si rivolgono al medico per disturbi sessuali, circa metà di questi casi ha una causa organica, su cui il peso non agisce (WJMH 2020). Che cosa sia recuperabile lo valuta il medico.

Durante la dieta il testosterone può scendere?

Dipende da chi la fa. L'effetto della restrizione calorica cambia segno con il peso di partenza: alza il testosterone negli uomini in sovrappeso o con obesità (3 studi su 4) e lo abbassa nei normopeso (2 studi su 3) (Smith 2022). Negli uomini con obesità il testosterone sale con il dimagrimento, ma durante la fase di restrizione più intensa può anche scendere temporaneamente: il rialzo stabile si vede quando il peso si assesta (JCEM 2025). Il calo nel magro e il suo recupero sono nella guida su quando mangiare troppo poco abbassa il testosterone.

Chirurgia bariatrica e farmaci per dimagrire: cosa cambia?

La chirurgia bariatrica produce il rialzo più grande. In una meta-analisi su 59 studi il testosterone totale sale di 5,46 nmol/L a 1-3 mesi dall'intervento, di 6,58 a 6-9 mesi e di 8,02 a un anno e oltre (circa +157, +190 e +231 ng/dL), insieme alla SHBG. Il testosterone libero non cambia nei primi tre mesi e sale dopo: +66,61 pmol/L a 6-9 mesi e +78,94 pmol/L a un anno e oltre (circa +19 e +23 pg/mL). Il guadagno quindi non è solo un effetto della SHBG che risale.

Un'altra meta-analisi, incentrata sulla funzione sessuale (21 studi, 695 pazienti), trova il totale in salita di 8,21 nmol/L (circa +237 ng/dL) ma nessuna variazione significativa sul libero (p = 0,51). Le meta-analisi incentrate sui dosaggi ormonali vanno nell'altra direzione: la meta-analisi su 59 studi vede il libero salire dopo i primi tre mesi, e lo trovano in salita anche Ken-Dror (+58,0 pmol/L con la chirurgia) e le cinque meta-analisi raccolte dal WJMH (+75/+90 pmol/L). Il dato più solido resta comunque il rialzo del totale.

Le stime citate derivano soprattutto da confronti prima e dopo l'intervento, in studi osservazionali, e non isolano completamente l'effetto della chirurgia da quello del peso perso. La causalità poggia sulla coerenza fra gli studi, sulla dose-risposta (più peso perso, più rialzo), sul meccanismo e sul calo del valore osservato in chi riprende peso (dati ancora scarsi).

Sui farmaci GLP-1 c'è una meta-analisi di 8 studi e 375 persone che li associa a un aumento di testosterone totale, libero e gonadotropine, un'associazione che resta dopo aver considerato il peso perso (Corona 2026). Non dimostra ancora un effetto diretto dei farmaci sul testosterone: i numeri sono piccoli ed è plausibile una distorsione da piccoli studi. Non è un'indicazione a usarli per il testosterone: la scelta di un farmaco per l'obesità si fa con il medico, per l'obesità.

Cosa migliora anche se il testosterone non sale?

La funzione erettile, anzitutto. Dopo la chirurgia bariatrica le erezioni sono l'aspetto sessuale che migliora di più: nel questionario clinico sulla funzione erettile (IIEF-5, scala da 5 a 25 punti) il punteggio sale in media di 6,45 punti (meta-analisi sulla funzione sessuale). Il miglioramento passa dai vasi e da più fattori insieme, non solo dal testosterone. Dimagrire e curare le malattie associate può portare benefici di salute che vanno oltre il rialzo del testosterone (Grossmann e Matsumoto 2017).

C'è anche una ragione per non inseguire il numero in sé. Nell'EMAS i segnali sessuali seguono il testosterone solo sotto soglie basse, intorno a 230-320 ng/dL, e sopra la curva è piatta (Wu 2010; dettaglio in se il testosterone sale, ci si sente meglio?). Il dato non permette di prevedere la risposta di una persona.

Come si capisce se dimagrire ha alzato il testosterone?

Serve prima una base confermata: almeno due prelievi mattutini a digiuno (Endocrine Society 2018), letti come spiega la guida su come leggere i valori del testosterone. Il pannello utile comprende testosterone totale, SHBG con il libero calcolato, LH e FSH. LH e FSH aiutano il medico a orientare gli approfondimenti, ma da soli non identificano la causa né stabiliscono se sia reversibile.

Poi si rimisura nelle stesse condizioni, a peso stabilizzato, non mentre il deficit calorico è in corso. Un prima e dopo senza una base confermata non prova niente, in un senso o nell'altro.

Zerom accompagna nel percorso: si parte dalla misura e dalla valutazione e, quando serve, si prosegue nel percorso clinico, terapie comprese se sono indicate.

Domande frequenti

Quanti chili bisogna perdere per vedere salire il testosterone?

Non c'è una soglia minima uguale per tutti. Negli studi sulla dieta il testosterone totale sale in media di circa 29 ng/dL ogni 5 kg persi, e un calo vicino al 10% del peso si associa a circa +83 ng/dL (tabella). Sono medie di gruppo: non permettono di prevedere il risultato sul singolo.

La pancia abbassa il testosterone?

Il grasso in eccesso si associa a un testosterone più basso. Gran parte del calo del totale passa dalla SHBG bassa: il totale scende, il libero può restare normale, e un esame del solo totale lo fa sembrare peggio di com'è. Nei casi più marcati può ridursi anche il comando centrale. Nell'EMAS una circonferenza vita normale è fra i predittori del recupero spontaneo (Rastrelli 2015).

Se riprendo i chili persi, il testosterone riscende?

È probabile. Il rialzo dipende dal grasso perso, non da un cambiamento permanente dell'asse. In uno studio incluso nella meta-analisi sulla chirurgia bariatrica (Dhindsa 2022, 34 ragazzi operati in adolescenza), chi aveva ripreso peso aveva visto calare il testosterone totale. Una revisione del JCEM nota che dopo una dieta il rialzo si mantiene finché non si riprende molto peso (JCEM 2025). Una stima di quanto riscenda in media non c'è.

I farmaci per dimagrire alzano il testosterone?

Una meta-analisi di 8 studi e 375 persone (Corona 2026) li associa a un testosterone più alto anche a parità di peso perso, ma con numeri troppo piccoli per parlare di effetto diretto. Si scelgono con il medico per l'obesità, non per il testosterone.

Fonti

  • Corona G. et al., Body weight loss reverts obesity-associated hypogonadotropic hypogonadism: a systematic review and meta-analysis, Eur J Endocrinol 2013 · PMID 23482592
  • Ken-Dror G., Fluck D., Fry C.H. et al., Meta-analysis and construction of simple-to-use nomograms for approximating testosterone levels gained from weight loss in obese men, Andrology 2023 · PMID 37345263
  • Corona G., Grossmann M. et al., ipogonadismo funzionale, World J Mens Health 2020 · PMID 31496147 · PMC7308235
  • Grossmann M., Matsumoto A.M., A perspective on middle-aged and older men with functional hypogonadism: focus on holistic management, J Clin Endocrinol Metab 2017 · PMID 28359097
  • Zhu et al., Metabolic and bariatric surgery and male endocrine and reproductive health: a GRADE-assessed meta-analysis, Front Nutr 2026 (59 studi) · PMID 41919084
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  • Stratton M.T., Tinsley G.M. et al., Four Weeks of Time-Restricted Feeding Combined with Resistance Training Does Not Differentially Influence Measures of Body Composition, Muscle Performance, Resting Energy Expenditure, and Blood Biomarkers, Nutrients 2020 · PMID 32316561
  • Wu F.C. et al., Identification of late-onset hypogonadism in middle-aged and elderly men (EMAS), N Engl J Med 2010 · PMID 20554979

Contenuto informativo, senza indicazioni terapeutiche: non è una diagnosi e non sostituisce la visita. Nessun farmaco va iniziato, sospeso o modificato senza il medico che lo segue.