Blog · Stile di vita

Alcol e testosterone: cosa cambia fra bere poco e bere tanto

Alcol e testosterone: il bere cronico si associa a circa 116 ng/dL in meno in media, quello moderato non mostra differenze. Cosa si sa su risalita e birra.

Redazione Zerom · · 13 min di lettura · Come scriviamo

Bicchiere di whisky con ghiaccio appoggiato su un capitello corinzio in marmo, fondo grigio azzurro

Il rapporto fra alcol e testosterone dipende da quanto e da come si beve. In una meta-analisi di studi clinici controllati (Santi 2024, Andrology), il consumo cronico di alcol in uomini sani si accompagna a un testosterone totale più basso di circa 116 ng/dL in media. Nei consumatori moderati, fino a circa 55 grammi di alcol a settimana (4-5 bicchieri di vino o lattine di birra), i dati osservazionali di una meta-analisi del 2023 su Heliyon non trovano differenze rispetto a chi non beve. Se chi beve già poco veda salire il testosterone smettendo del tutto non è mai stato studiato. Il quadro generale è nella guida al testosterone.

In questa guida

L'alcol abbassa il testosterone?

Negli uomini sani esposti a consumo cronico gli studi rilevano valori medi più bassi, ma non stabiliscono una soglia valida per tutti. La meta-analisi più solida, pubblicata su Andrology nel 2024 da Santi e colleghi, ha messo insieme solo studi clinici controllati: 21 studi, 30 sperimentazioni, 10.199 uomini (Santi 2024). Rispetto a chi non beve, chi beve in modo continuativo ha in media:

  • testosterone totale più basso di 4,02 nmol/L (IC95% da −6,30 a −1,73), pari a circa 116 ng/dL;
  • testosterone libero più basso (l'abstract della meta-analisi riporta una differenza media di −0,17, IC95% da −0,23 a −0,12, senza indicare l'unità di misura);
  • globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) più bassa ed estradiolo più alto. Quando compare la cirrosi epatica succede il contrario: la SHBG tende a salire, come si vede più avanti.

Questo numero ha però dei limiti precisi. La meta-analisi mette insieme dosi e popolazioni molto diverse, e nelle analisi degli autori l'effetto non risulta legato a età, peso o quantità di alcol dichiarata: la meta-analisi non permette quindi di dire quanto pesi un certo numero di bicchieri. L'effetto emerge negli studi su uomini sani che bevono in modo continuativo, mentre nella stessa meta-analisi i sottogruppi di studi sul disturbo da uso di alcol e sulla singola bevuta non mostrano un risultato netto. È un limite degli studi inclusi in quei sottogruppi, non la prova che chi ha un disturbo da uso di alcol sia al riparo: gli studi clinici sull'alcolismo, trattati più avanti, trovano ormoni alterati. Ed è una media di popolazione: non dice quanto scenderebbe il valore di un singolo uomo.

Anche i dati osservazionali vanno nella stessa direzione. Una meta-analisi pubblicata su Heliyon nel 2023 (17 studi e 13.373 uomini per il testosterone) trova valori più bassi nei bevitori rispetto ai non bevitori, ma gli studi sono molto diversi fra loro (eterogeneità I² 96,9%) e gli autori rilevano un bias di pubblicazione (test di Egger p = 0,004): la dimensione della differenza va presa con cautela (Heliyon 2023). Gli autori la esprimono come differenza media standardizzata (SMD −1,60; IC95% da −2,05 a −1,15): è una misura che serve a confrontare studi con scale diverse e non equivale a ng/dL. Sono dati di associazione.

Il consumo cronico di alcol è una delle abitudini associate a variazioni rilevanti del testosterone. Non è possibile confrontarne direttamente l'effetto con quello di altri interventi, perché qualità degli studi e popolazioni non sono confrontabili. Il confronto fra i diversi interventi sullo stile di vita è nella guida su come aumentare il testosterone in modo naturale.

Perché succeda non è del tutto chiarito, e gli autori di Santi 2024 lo scrivono. Gli studi indicano tre strade. La prima è un effetto tossico diretto dell'etanolo sulla produzione di testosterone, presente anche senza danno al fegato (Ruusa 1997), che altri autori attribuiscono a un danno alle cellule di Leydig, quelle del testicolo che producono l'ormone (Heliyon 2023). La seconda è il segnale che arriva dall'ipofisi, l'ormone luteinizzante (LH): negli alcolisti in astinenza resta basso anche dopo tre settimane (Ruusa 1997), mentre nei bevitori sani di Santi 2024 in media non cambia. La terza passa dal fegato: quando si ammala, salgono la SHBG e gli estrogeni e il testosterone libero scende (Gluud 1988).

Chi beveCosa dicono gli studiFonte
Uomini sani, consumo cronicoTestosterone totale più basso di circa 116 ng/dL in mediaSanti 2024
40 g di alcol al giorno (circa 3 lattine di birra) per 3 settimane, dieta controllata, studio randomizzato−6,8%, al limite della significativitàSierksma 2004
Moderati, fino a circa 55 g di alcol a settimanaNessuna differenza significativa (dati osservazionali)Heliyon 2023
Forti bevitori, oltre circa 55 g a settimanaPiù basso rispetto ai non bevitori (dati osservazionali, molto eterogenei); nessuna differenza nel confronto diretto con i moderatiHeliyon 2023
Dose bassa singola (0,5 g/kg)Rialzo transitorio legato al metabolismo dell'etanoloSarkola 2003
Dose alta singola (1,5 g/kg)Risultati discordanti: calo a 10-20 h in uno studio del 1974, nessuna variazione significativa in uno studio controllato del 1978Ylikahri 1974; Ylikahri 1978
Alcolisti con cirrosiTestosterone libero basso con SHBG alta, estrogeni alti; il totale scende col peggiorare del fegatoGluud 1988

Bere con moderazione abbassa il testosterone?

Sui dati disponibili non si vede una differenza, ma la prova è debole. In una meta-analisi di studi osservazionali pubblicata su Heliyon nel 2023, il sottogruppo dei consumatori moderati ha una differenza praticamente nulla rispetto a chi non beve: SMD 0,05, con un intervallo di confidenza da −0,09 a 0,18 (4 studi, 1.676 uomini) (Heliyon 2023). Lo studio chiama moderato chi beve da 1 a 7 unità a settimana, e ogni unità vale 7,9 grammi di alcol: in tutto fino a circa 55 grammi a settimana, cioè 4-5 bicchieri standard da 12 grammi. Un risultato nullo non dimostra l'assenza di qualsiasi effetto, e un confronto osservazionale non tiene conto di tutto ciò che distingue chi beve poco da chi non beve.

Sopra questa soglia, nello stesso lavoro, il testosterone è più basso rispetto a chi non beve (SMD −1,92; IC95% da −2,70 a −1,13; 7 studi, 6.415 uomini). Confrontati direttamente con i moderati, però, i forti bevitori non risultano diversi (SMD 0,02; IC95% da −0,26 a 0,29; 5 studi, 1.981 uomini): la soglia dei 55 grammi è quindi fragile. Gli studi non stabiliscono oltre quale quantità inizi il calo, e Santi 2024 non trova un legame con la quantità bevuta.

L'unico studio randomizzato con dieta controllata che abbiamo trovato aiuta a capire l'ordine di grandezza intermedio. Sierksma e colleghi hanno fatto bere a 10 uomini 40 grammi di alcol al giorno, circa tre lattine di birra da 33 cl, per tre settimane, confrontando lo stesso periodo con birra analcolica (Sierksma 2004). Il testosterone è sceso del 6,8% (IC95% da −1,0 a −12,5), con una significatività al limite: preso come esempio un valore di partenza di 500 ng/dL, il 6,8% corrisponde a circa 34 ng/dL. L'estradiolo non è cambiato, mentre il DHEAS (deidroepiandrosterone solfato, un precursore ormonale prodotto soprattutto dai surreni) è salito del 16,5%, con variazioni simili negli uomini e nelle 9 donne in menopausa che lo studio includeva. Con dieci uomini e tre settimane lo studio ha poca potenza: il risultato suggerisce un calo, ma la stima è imprecisa e compatibile anche con un effetto quasi nullo.

Gli studi usano quantità definite dagli autori, mentre un bicchiere può contenere dosi diverse di alcol: quello di vino versato a casa e quello del ristorante raramente coincidono. Conviene tenerlo presente prima di collocarsi in una fascia.

Una sbronza nel weekend abbassa il testosterone?

Dipende dalla dose, e per le dosi alte i dati non concordano. Con una dose bassa (0,5 g/kg) il testosterone sale per poco tempo: nello studio di Sarkola passa da 13,5 a 16,0 nmol/L, e il rialzo sparisce se si blocca il metabolismo dell'etanolo (Sarkola 2003). Il rialzo sembra dipendere da come il fegato smaltisce l'etanolo e non dimostra alcun beneficio clinico.

Con una dose alta i dati non vanno tutti nella stessa direzione. Un vecchio studio di Ylikahri (1974, 1,5 g/kg) riporta un testosterone più basso nelle 10-20 ore successive, durante i postumi (Ylikahri 1974). Lo stesso gruppo, in uno studio controllato del 1978 su 12 uomini con la stessa dose, non ha trovato variazioni significative del testosterone nelle 20 ore successive (Ylikahri 1978). La meta-analisi di Santi 2024 non trova effetti dopo una bevuta singola (Santi 2024).

Quanto pesino nel tempo gli episodi ripetuti del weekend, separati dal consumo complessivo, le fonti esaminate non lo dicono. L'oscillazione delle ore successive a una bevuta, in alto o in basso, non riflette il livello abituale di testosterone.

Se si smette di bere, quanto ci mette il testosterone a risalire?

Dipende da chi smette.

Forti bevitori senza malattia epatica grave. In uno studio su 29 alcolisti in astinenza, testosterone e SHBG erano bassi, pur restando in genere nei limiti della norma, al secondo e al quinto giorno, e risaliti dopo tre settimane; altri ormoni dell'asse, come l'ormone luteinizzante (LH), a tre settimane non si erano ancora ripresi (Ruusa 1997). Gli autori descrivono il recupero ormonale come un processo piuttosto lungo, con tempi diversi per ormoni diversi. Sono osservazioni di gruppo: mostrano una risalita entro la terza settimana nel gruppo studiato, senza dimostrare un recupero completo né fissare tempi per il singolo.

Alcolisti con cirrosi. Qui il quadro cambia: la SHBG sale, il testosterone libero scende man mano che il fegato peggiora e gli estrogeni aumentano (Gluud 1988). In questo gruppo mancano studi su quanto il testosterone recuperi con l'astinenza, e la priorità clinica resta la gestione del danno epatico.

Bevitori moderati. A quel livello gli studi osservazionali non mostrano un calo, e nessuno studio ha mai verificato se smettere faccia salire il testosterone.

La birra femminilizza per colpa del luppolo?

Non ci sono prove che il luppolo contenuto nella birra abbassi il testosterone negli uomini. Il luppolo contiene 8-prenilnaringenina (8-PN), considerata il fitoestrogeno più potente scoperto finora, e da qui nasce il mito (Štulíková 2018). Nella birra l'8-PN è poco. Il microbiota intestinale può però convertire in 8-PN un precursore, l'isoxantumolo, e in chi lo converte molto l'esposizione può aumentare fino a dieci volte: secondo gli autori, abbastanza da poter rientrare nell'intervallo di attività biologica, ma senza misure sugli ormoni maschili (Possemiers 2006). Gli studi clinici sull'8-PN riguardano donne in menopausa, per esempio un estratto di luppolo con 10 microgrammi di 8-PN al giorno per 8 settimane. Nelle fonti esaminate non ci sono studi sull'effetto dell'8-PN sul testosterone maschile, e la rassegna non permette di stabilire se l'esposizione alimentare abbia effetti negli uomini (Štulíková 2018).

Negli uomini con cirrosi alcolica la ginecomastia (l'aumento del tessuto mammario) diventa più frequente col peggiorare del fegato, insieme a estrogeni più alti (Gluud 1988). I dati disponibili collegano gli effetti ormonali all'alcol; non dimostrano un effetto aggiuntivo del luppolo. Anche l'estradiolo più alto che la meta-analisi di Santi registra nei bevitori cronici riguarda il consumo di alcol in generale: lo studio non distingue le bevande (Santi 2024).

Oltre al valore: cosa fa l'alcol a desiderio, testicoli e seme?

Il valore di laboratorio e lo stato di salute restano due cose diverse, e per l'alcol conviene tenerle separate.

Nella cirrosi alcolica l'atrofia testicolare diventa più frequente col peggiorare del fegato. La stessa rassegna parla dei disturbi sessuali di questi uomini: dare loro testosterone per bocca non li ha migliorati in modo significativo (Gluud 1988). Chi smette di bere dopo un abuso cronico può vedere risalire il testosterone (Ruusa 1997), ma nelle fonti esaminate nessuno studio ha misurato se alla risalita dell'ormone corrisponda un recupero di desiderio ed erezione. Sul liquido seminale, la meta-analisi osservazionale su Heliyon rileva nei bevitori un volume più basso (SMD −0,51; IC95% da −0,77 a −0,25), mentre concentrazione, motilità e forma degli spermatozoi non mostrano differenze significative (Heliyon 2023).

La differenza media di circa 116 ng/dL fra bevitori cronici e non bevitori (Santi 2024) pesa diversamente a seconda del punto di partenza. Nello studio EMAS i segnali sessuali legati al testosterone compaiono solo sotto soglie basse, fra circa 231 e 317 ng/dL a seconda del segnale (Wu 2010; dettagli in se il testosterone sale, ci si sente meglio?).

In chi beve poco ma avverte stanchezza o calo del desiderio conviene guardare anche ad altri fattori: il peso (pancia e testosterone), il sonno (sonno e testosterone), i farmaci che abbassano il testosterone e le altre cause che un medico può verificare.

Alcol e testosterone basso: cosa fare

Le linee guida dell'Endocrine Society elencano l'abuso di alcol fra le cause funzionali di testosterone basso (Endocrine Society 2018, tabella 1). Per l'alcol non abbiamo trovato studi randomizzati in cui si smette di bere e si misura il testosterone.

Il punto di partenza è un valore misurato bene: due prelievi al mattino, a digiuno, perché un primo valore basso spesso non si conferma (Endocrine Society 2018; come si leggono i valori). Quali esami aiutano a valutare le possibili cause di un testosterone basso è spiegato in cause del testosterone basso e come cercarle.

Chi beve molto dovrebbe parlarne con un medico anche per i possibili effetti sul fegato.

Il passo realistico è misurare bene e far leggere il risultato a un medico. Zerom accompagna in questo percorso, dalla misura alla valutazione clinica, terapie comprese quando servono.

Domande frequenti

Quanti bicchieri a settimana prima che l'alcol conti per il testosterone? Nei dati osservazionali chi beve da 1 a 7 unità da circa 8 grammi di alcol a settimana, cioè fino a circa 55 grammi (4-5 bicchieri standard da 12 grammi), non mostra differenze rispetto a chi non beve, ma la prova è debole. Gli studi non fissano un numero oltre il quale l'effetto comincia, e un bicchiere versato a casa non corrisponde sempre a un bicchiere standard.

La birra abbassa il testosterone più del vino? Gli studi citati non confrontano le bevande fra loro. L'unico studio randomizzato di più settimane che abbiamo trovato ha usato proprio la birra, contro birra analcolica, e gli effetti noti riguardano l'alcol, qualunque sia la bevanda. Che i fitoestrogeni del luppolo abbassino il testosterone negli uomini non è dimostrato.

Prima del prelievo del testosterone conviene non bere? Le fonti non danno una regola. Dopo una sbronza alcuni studi vedono un calo nelle ore successive (Ylikahri 1974), altri no (Ylikahri 1978); dopo una dose bassa il valore saliva per poco (Sarkola 2003). Evitare il prelievo all'indomani di una bevuta importante è una cautela di buon senso, anche se le linee guida non danno un'indicazione specifica.

Fonti

  1. Santi D., Cignarelli A., Baldi M. et al. The chronic alcohol consumption influences the gonadal axis in men: Results from a meta-analysis. Andrology, 2024;12(4):768-780. PMID 37705506
  2. Sierksma A. et al. Effect of moderate alcohol consumption on plasma DHEAS, testosterone and estradiol levels in middle-aged men and postmenopausal women: a diet-controlled intervention study. Alcohol Clin Exp Res, 2004;28(5):780-785. PMID 15166654
  3. Nguyen-Thanh T., Hoang-Thi A.-P., Anh Thu D.T. Investigating the association between alcohol intake and male reproductive function: a current meta-analysis. Heliyon, 2023;9(5):e15723. PMID 37159717 · PMC10163664
  4. Sarkola T., Eriksson C.J.P. Testosterone increases in men after a low dose of alcohol. Alcohol Clin Exp Res, 2003;27(4):682-685. PMID 12711931
  5. Ylikahri R. et al. Low plasma testosterone values in men during hangover. J Steroid Biochem, 1974;5(7):655-658. ScienceDirect
  6. Ylikahri R.H., Huttunen M.O., Härkönen M. et al. Acute effects of alcohol on anterior pituitary secretion of the tropic hormones. J Clin Endocrinol Metab, 1978;46(5):715-720. PMID 122287
  7. Ruusa J., Bergman B., Sundell M.L. Sex hormones during alcohol withdrawal: a longitudinal study of 29 male alcoholics during detoxification. Alcohol Alcohol, 1997;32(5):591-597. PMID 9373701
  8. Gluud C. Testosterone and alcoholic cirrhosis. Epidemiologic, pathophysiologic and therapeutic studies in men. Dan Med Bull, 1988;35(6):564-575. PMID 3064977
  9. Štulíková K., Karabín M., Nešpor J., Dostálek P. Therapeutic perspectives of 8-prenylnaringenin, a potent phytoestrogen from hops. Molecules, 2018;23(3):660. PMC6017581
  10. Possemiers S. et al. The prenylflavonoid isoxanthohumol from hops (Humulus lupulus L.) is activated into the potent phytoestrogen 8-prenylnaringenin in vitro and in the human intestine. J Nutr, 2006;136(7):1862-1867. PMID 16772450
  11. Wu F.C. et al. Identification of late-onset hypogonadism in middle-aged and elderly men (EMAS). N Engl J Med, 2010;363(2):123-135. PMID 20554979
  12. Bhasin S. et al. Testosterone therapy in men with hypogonadism: an Endocrine Society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab, 2018. PMID 29562364

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una diagnosi né il parere di un medico. Un valore di laboratorio va sempre interpretato da un professionista insieme alla storia clinica.